Novità in materia di emissioni in atmosfera, anche per gli stabilimenti non soggetti ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)

Il 19/12/2017 è entrato in vigore il Decreto legislativo 15 novembre 2017, n. 183 che introduce una serie di modifiche ed integrazioni al D.Lgs 152/06 e s.m.i

Il Decreto detta principalmente il riordino del quadro normativo degli stabilimenti che producono emissioni nell’atmosfera, in attuazione della direttiva europea 2015/2193 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015 relativa alla limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati da impianti di combustione medi.

  • Il testo aggiorna la disciplina generale relativa agli stabilimenti che producono emissioni nell’atmosfera non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, ambito fino ad ora scoperto dalla legislazione europea, mediante la modifica della Parte V del D.Lgs. n.152/2006 per quanto riguarda l’installazione e l’esercizio, le procedure autorizzative, la determinazione dei valori limite di emissione, i controlli e le azioni conseguenti ai controlli. Le modifiche più ingenti sono sulla Parte V del D.L.gs. 152/2006: i Titoli I, dedicato alla prevenzione ed alla limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attività, II, sugli impianti termici civili, e III, sui combustibili, vengono in più punti modificati.
  • Detta norme unificate per il controllo delle emissioni di particolari tipi di inquinanti (biossido di zolfo, ossidi di azoto e polveri), attraverso l’aggiornamento dei valori limite di emissione.
  • Prescrive la razionalizzazione delle procedure autorizzative, indicando un tempo sufficiente per adeguarsi sul piano tecnico alle nuove prescrizioni e si aggiorna il sistema delle sanzioni penali e amministrative.
  • Vengono aggiunte una serie di definizioni, all’art. 268 (“definizioni”) tra le quali la precisa definizione di medio impianto di combustione, identificato quale “impianto di combustione di potenza termica nominale pari o superiore a 1 MW e inferiore a 50MW, inclusi i motori e le turbine a gas alimentato con i combustibili previsti all’allegato X alla Parte Quinta o con le biomasse rifiuto previste all’allegato II alla Parte Quinta”.

Il decreto è composto da 6 articoli: gli articoli 1,2 e 3 modificano la Parte V del TUA (art. 267-281)

Titolo II: IMPIANTI TERMICI CIVILI (artt. 282-290)

Titolo III – COMBUSTIBILI (artt. 291-298)

L’articolo 4 apporta modifica agli allegati alla Parte V del Codice, in particolare all’

ALLEGATO IV Impianti e attività in deroga

ALLEGATO V Polveri e sostanze organiche liquide

ALLEGATO VI Criteri per la valutazione della conformità dei valori misurati ai valori limite di emissione

ALLEGATO IX Impianti termici civili

All’art. 5 del Decreto prescrive che se al momento dell’entrata in vigore del decreto uno o più impianti o attività ricompresi in autorizzazioni generali risultino soggetti al divieto previsto all’articolo 272 (Impianti e attività in deroga), comma 4, del Codice Ambiente, il gestore dovrà presentare all’autorità competente, entro tre anni dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. n.183/2017 (ovvero il 19 dicembre 2017), una domanda di Autorizzazione: in sua mancanza, lo stabilimento si considererà in esercizio senza autorizzazione.

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