I CAMBIAMENTI CLIMATICI

La recente elezione di un Presidente USA, poco incline alla salvaguardia ambientale, ha riacceso il dibattito sui cambiamenti climatici, l’innalzamento delle temperature e l’inquinamento atmosferico.

L’area del Mediterraneo, in particolare, risulta essere una delle più colpite dall’innalzamento delle temperature, registrando nel 2016 un aumento medio del +1,2°C rispetto all’era pre-industriale.

L’Italia sta, così, cercando di correre ai ripari ed ha ratificato con la legge 4 novembre 2016, n. 204 l’accordo sui cambiamenti climatici frutto dell’Accordo di Parigi del 2015 (meglio conosciuto come Cop 21). Tale accordo, sottoscritto da 175 paesi, si prefigge l’obiettivo di arrestare la crescita del riscaldamento planetario ben al di sotto dei +2°C rispetto all’epoca preindustriale.

Gli impegni sinora presi porterebbero, però, ad un innalzamento della temperatura medio globale di 2,7 – 3,3°C entro la fine del secolo, uno scenario assai peggiore rispetto alle aspettative.

A fine novembre del 2016, per incrementare gli sforzi, si è svolta la Cop 22 a Marrakech, il quale ha consentito l’adozione di un programma di lavoro per l’assunzione degli impegni presi con l’accordo di Parigi.

Per raggiungere i propri obiettivi in questo ambito, l’Unione Europea ha in programma la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra prodotte in tutti i settori economici di almeno il 40% entro il 2030. A questo si aggiunge l’innalzamento di almeno il 27% delle energie rinnovabili . [tratto da Ambiente & Sicurezza, periodico mensile Anno 19 n.2 pag. 89]

La Commissione ha previsto l’adozione di una linea di finanziamento per il passaggio ad una società sempre più “libera dal carbone”, mettendo a disposizione 90 mld di € nel periodo 2014-2020.

Sono, inoltre, nati due strumenti per quantificare rispettivamente l’impatto ambientale in termini di emissioni di gas serra di un prodotto/servizio o di una organizzazione: la Pef (product environmental footprint) e la Oef (Organisation environmental footprint)

In questo contesto è facilmente comprensibile l’importanza che riveste il monitoraggio delle emissioni e della qualità dell’aria per la salute dei cittadini e dell’intero pianeta.

 

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